CASA PRUNUS
Categoria
Residenziale
Luogo
Roma
Anno
2025
Superficie
60 mq interni
100 mq esterni
photo credit
Paolo Fusco

Nel cuore bohemien del Pigneto, un rudere rinasce come rifugio urbano: geometrie nette, accenti ferro e un profondo legame cromatico svelano una casa fluida, specchio del cortile segreto.

La rinascita urbana

Nel cuore del quartiere Pigneto, conosciuto per la sua atmosfera bohemien tra sperimentazione culturale e arte urbana, Casa Prunus nasce dalla trasformazione radicale di una piccola abitazione indipendente affacciata su un ampio cortile privato.L’intervento prende forma da una preesistenza particolarmente complessa: un edificio ridotto a rudere, compromesso sotto il profilo strutturale e incapace di rispondere alle esigenze dell’abitare contemporaneo. Del manufatto originario sono stati conservati esclusivamente i muri perimetrali, mentre un articolato lavoro di consolidamento ha consentito di ridefinire completamente l’organizzazione interna e di instaurare un nuovo rapporto con lo spazio aperto. Le aperture esistenti sono state ampliate, nuove finestre sono state introdotte e la luce naturale è diventata il principale strumento di progetto, capace di attraversare la casa e connettere costantemente interno ed esterno.

Dispositivi spaziali e soglie invisibili

L’accesso avviene attraverso un piccolo ingresso trattato come una soglia cromatica, un episodio spaziale compatto che anticipa il carattere dell’abitazione. Da qui si apre la zona living, concepita come uno spazio fluido e flessibile, in cui gli arredi modulari consentono configurazioni mutevoli e modalità d’uso differenti. Al centro della composizione si colloca il volume dei servizi: un corpo basso, compatto e materico che organizza la distribuzione interna. Più che un semplice elemento funzionale, questo volume diventa un dispositivo spaziale. Attraverso sottrazioni e aperture mette in relazione il soggiorno con il cortile laterale, generando continuità visive e nuove profondità percettive.La zona notte è volutamente nascosta allo sguardo. L’accesso alla camera da letto avviene attraverso una porta integrata nel disegno delle pannellature della cucina: una soglia quasi invisibile che rafforza il senso di intimità e introspezione.

Il parterre esterno

Anche lo spazio esterno è stato pensato come un’estensione dell’architettura. Il cortile si configura come un parterre abitabile nel quale pedane e aiuole emergono dal terreno per definire usi, percorsi e aree di sosta. Le piattaforme in resina, caratterizzate da geometrie trapezoidali, angoli acuti e lati inclinati, introducono una tensione dinamica che conferisce identità e profondità alla composizione.

Rigore. Contaminazione. contrasti
Il progetto stilistico trae ispirazione dal contesto che lo accoglie: uno stile urbano che accoglie con naturalezza contaminazione e contrasti più audaci. Ne deriva un’architettura rigorosa ma mai rigida, nella quale la geometria assume un ruolo generativo e decorativo al tempo stesso. Volumi puri, setti ortogonali e linee nette costruiscono una grammatica essenziale che viene costantemente contraddetta da slittamenti, angoli inattesi e piani sovrapposti.I materiali scelti sono volutamente essenziali a rafforzare questo dialogo con il contesto. Una palette neutra, costruita attorno a tonalità di grigio chiarissimo, fa da sfondo al calore brunito del parquet e alla presenza decisa del ferro nero lasciato a vista. Infissi, corpi illuminanti e arredi cucina riprendono gli accenti scuri a contrasto con armadiature e librerie integrate, concepite come superfici continue e silenziose. Arredi e oggetti di matrice urbana continuano a ribadire la contaminazione tra rigore compositivo e attitudine informale, dando forma a un paesaggio domestico originale e contemporaneo.
 
Abitare consapevole

Un unico virtuosismo attraversa l’intera casa: il petrolio. Un gesto cromatico che ritorna con forza, stanza dopo stanza, costruendo una narrazione coerente e riconoscibile che accompagna l’esperienza dello spazio.Casa Prunus non è solo il recupero di un volume dimenticato, ma un manifesto di abitare consapevole, dove l’attitudine informale del Pigneto incontra un rigore compositivo sartoriale. È una narrazione spaziale che si compie nel dialogo silenzioso tra l’intimità domestica e la vitalità all’aperto, un luogo in cui ogni dettaglio è un richiamo alla natura circostante. Casa Prunus? Guardate l’albero che scorge tra le finestre!

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