BEA BOUTIQUE HOTEL
Categoria
Ricettivo
Luogo
Roma
Anno
2025
Superficie
250 mq
photo credit
Francesco Marano Eller Studio

Un'eleganza sobria e misurata rinasce tra memorie ottocentesche: linee curve e sfumature intime ridisegnano lo spazio, trasformando dieci stanze in un racconto sensoriale avvolgente.

Il Palinsesto materico

Ci troviamo nei pressi di Stazione Termini, cuore pulsante dell’accoglienza romana, all’interno di un palazzo storico di fine Ottocento che per anni ha ospitato un hotel oggi dismesso. Uno spazio ancora denso di tracce, memorie e stratificazioni, che raccontano le molte vite che lo hanno attraversato.L’intervento nasce dal desiderio di conservare questa eredità rimodellandone la funzione di ospitalità. Il progetto interpreta l’edificio come un palinsesto materico, dove il susseguirsi di storie passate e future si traduce in sovrapposizioni di pelli, superfici e rivestimenti che articolano lo spazio e ne ridefiniscono la percezione..

Matrice progettuale

Questo approccio prende forma a partire dalla mockup room, matrice progettuale dell’intero intervento, da cui si sviluppano tutte le varianti delle 10 camere del boutique hotel. Ogni ambiente diventa una declinazione dello stesso codice espressivo, come se fosse lo spazio stesso a suggerire, di volta in volta, il proprio carattere.Forme, materiali e cromie vengono così ripresi con continuità all’interno dell’hotel, ma modulati attraverso leggere variazioni, in modo da costruire un linguaggio comune capace però di restituire a ogni camera una propria identità. Ne deriva un sistema coerente e riconoscibile, in cui la ripetizione non è mai identica ma sempre interpretata.

Geometrie avvolgenti

Gli spazi si costruiscono attraverso geometrie morbide e avvolgenti. Linee curve definiscono pannellature, testate letto, arredi su misura e dettagli architettonici, eliminando ogni rigidità e accompagnando lo sguardo in un’esperienza continua e fluida. Ogni dettaglio è disegnato per avvolgere e mai per spezzare lo sguardo.

Atmosfere e lessico sensoriale
La palette cromatica si muove tra tonalità neutre — bianco, ecrù, taupe — che costruiscono lo sfondo, e accenti più intensi che trovano espressione soprattutto nei soffitti, generando atmosfere intime ma decise.I materiali completano questo racconto: spina francese in rovere, carte da parati materiche, marmi scanalati, ottone satinato e tessuti naturali costruiscono un lessico sensoriale misurato, pensato per evocare un’eleganza sobria, mai dichiarata.
 
Atmosfere e lessico sensoriale
Bea Boutique Hotel è il risultato di un lavoro di ricerca sullo spazio, sui materiali ma soprattutto sulle atmosfere. Non si tratta semplicemente di abitare un luogo, ma di attraversare un’esperienza in cui il tempo storico e la sensibilità contemporanea dialogano in perfetto equilibrio. È un’architettura della sottrazione e dell’accoglienza, dove ogni camera diventa un rifugio intimo, un palcoscenico silenzioso capace di trattenere il passato e dare forma a nuovi, sofisticati modi di viaggiare.
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