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Tra le colline di Grottaferrata, le linee inclinate di una mansarda si trasformano da vincolo in matrice poetica: geometrie audaci e volumi fluidi ridefiniscono lo spazio attorno alla luce.
La geometria come matrice
Tra i paesaggi dei Castelli Romani, a Grottaferrata, questo appartamento mansardato occupa l’ultimo piano di un edificio residenziale ed è caratterizzato dalla forte presenza delle falde inclinate che ne definiscono geometria e percezione spaziale.Quello che inizialmente appariva como un vincolo progettuale si è trasformato nel principale tema dell’intervento. Le linee oblique della copertura sono state valorizzate e assunte come matrice compositiva dell’intera abitazione, diventando un linguaggio capace di definire funzioni, prospettive e relazioni tra gli ambienti. L’irregolarità si trasforma così in un sistema coerente, capace di conferire identità e carattere agli spazi.
L'elemento ordinatore
Il progetto ha ridefinito completamente l’impianto distributivo, superando la frammentazione originaria a favore di una sequenza di ambienti più fluidi e leggibili. La zona giorno viene ampliata e ricomposta in un unico spazio continuo in cui soggiorno, pranzo e cucina convivono senza soluzione di continuità.L’intero ambiente si organizza attorno a un volume compatto che ne costituisce il fulcro compositivo e funzionale. Pensato come elemento ordinatore dello spazio, il dispositivo integra all’esterno armadiature, parte della cucina e una libreria a tutta altezza affacciata sulla piccola biblioteca domestica; al suo interno accoglie invece i servizi, con bagno ospiti e lavanderia. Un elemento discreto ma determinante, capace di concentrare le funzioni e liberare il resto dell’abitazione.
Flessibilità e continuità sartoriale
Accenti e sinergie materiche
Grafie di luce
La luce, naturale e artificiale, diventa uno strumento di costruzione dello spazio. Le superfici inclinate intercettano e riflettono la luce proveniente dalle aperture, amplificando la percezione di profondità e generando un continuo alternarsi di pieni e vuoti, ombre e riflessi. L’illuminazione artificiale interviene con discrezione attraverso apparecchi puntuali e binari incassati. La scelta del nero li rende volutamente riconoscibili, trasformandoli in segni grafici che accompagnano le geometrie della copertura e ne enfatizzano il disegno
L'identità di progetto
Il progetto restituisce una nuova interpretazione della mansarda, in cui le peculiarità della copertura non vengono nascoste ma assunte come risorsa progettuale. Lo spazio si spoglia del superfluo per farsi essenziale e dinamico, traducendo l’imprevedibilità delle altezze in un’atmosfera intima, accogliente e profondamente caratterizzata dalla propria identità geometrica.