Luogo
Anno
Superficie
photo credit
Un'eleganza sobria e misurata rinasce tra memorie ottocentesche: linee curve e sfumature intime ridisegnano lo spazio, trasformando dieci stanze in un racconto sensoriale avvolgente.
Il Palinsesto materico
Ci troviamo nei pressi di Stazione Termini, cuore pulsante dell’accoglienza romana, all’interno di un palazzo storico di fine Ottocento che per anni ha ospitato un hotel oggi dismesso. Uno spazio ancora denso di tracce, memorie e stratificazioni, che raccontano le molte vite che lo hanno attraversato.L’intervento nasce dal desiderio di conservare questa eredità rimodellandone la funzione di ospitalità. Il progetto interpreta l’edificio come un palinsesto materico, dove il susseguirsi di storie passate e future si traduce in sovrapposizioni di pelli, superfici e rivestimenti che articolano lo spazio e ne ridefiniscono la percezione..
Matrice progettuale
Questo approccio prende forma a partire dalla mockup room, matrice progettuale dell’intero intervento, da cui si sviluppano tutte le varianti delle 10 camere del boutique hotel. Ogni ambiente diventa una declinazione dello stesso codice espressivo, come se fosse lo spazio stesso a suggerire, di volta in volta, il proprio carattere.Forme, materiali e cromie vengono così ripresi con continuità all’interno dell’hotel, ma modulati attraverso leggere variazioni, in modo da costruire un linguaggio comune capace però di restituire a ogni camera una propria identità. Ne deriva un sistema coerente e riconoscibile, in cui la ripetizione non è mai identica ma sempre interpretata.
Geometrie avvolgenti
Gli spazi si costruiscono attraverso geometrie morbide e avvolgenti. Linee curve definiscono pannellature, testate letto, arredi su misura e dettagli architettonici, eliminando ogni rigidità e accompagnando lo sguardo in un’esperienza continua e fluida. Ogni dettaglio è disegnato per avvolgere e mai per spezzare lo sguardo.
Atmosfere e lessico sensoriale
Atmosfere e lessico sensoriale